Il PIT Ragusa

L’azione pilota sul PIT di Ragusa si è concentrata sulla capacità di progettare, a partire da una lettura del territorio e dalle priorità condivise in termini di idee di progetto, come snodo fondamentale per l’attuazione di azioni concrete ed efficaci.

Il supporto del team di Studiare Sviluppo si è quindi concentrato sul favorire una maggiore integrazione e sinergia tra gli investimenti progettati dal pubblico (attraverso il Pit e non solo) e gli investimenti promossi dai privati stessi.

La prima azione ha quindi riguardato il censimento degli investimenti privati, per settore di intervento: settore produttivo (aziende agricole, frantoi, produttori di formaggio), settore ricettivo (agriturismo, alberghi, ristoranti) e settore storico-naturalistico (emergenze archeologiche, siti di valore naturalistico ecc).

Questo censimento ha portato all’individuazione di quattro “cantieri di progetto distribuiti nel territorio del Pit: l’area delle Cave, la filiera dell’olio (Museo dell’olio di Chiaramonte), e due riserve naturalistiche (Calaforno e Casasia). Per ogni area è stato poi definito un programma di lavoro con indicazione dei ruoli e dei contributi degli attori pubblici e di quelli privati. Per ogni ambito sono stati avviati “gruppi di lavoro”, i cui lavori si sono svolti presso strutture – spesso private – fisicamente inserite nell’ambito oggetto dell’attività progettuale.

Il progetto delle Cave ha riguardato la progettazione di un’opera infrastrutturale e l’attivazione di una rete di soggetti privati operanti nella zona (aziende agricole produttrici di formaggio DOP, agriturismi, ristoranti), al fine di poter presentare al mercato un pacchetto turistico strutturato e integrato per il segmento degli escursionisti. E’ stato così avviato un gruppo di lavoro composto da imprenditori dell’area per elaborare un’offerta in questo senso. Contemporaneamente si è cominciato a raccogliere materiale bibliografico (storico, archeologico, mitologico) per arricchire la qualità e il fascino dell’esperienza del turista durante visita dell’area.

Il progetto sul Museo dell’olio ha riguardato l’individuazione di azioni per rinnovare e rilanciare il Museo, istituito nel ’90, anche in questo caso tramite la collaborazione tra forze imprenditoriali private, cittadini e soggetti pubblici operanti nella filiera dell’olio. È stato organizzato un seminario dal titolo “L’olio ed il suo museo”, con una vivace e propositiva partecipazione che ha contribuito a definire una lista di idee per promuovere il turismo eno-gastronomico locale.

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